Kofi Annan: pelle nera, maschere bianche

10 marzo, 2012 Thierry Meyssan Vicino & Medio Oriente Nessun commento
Kofi Annan: pelle nera, maschere bianche

Sebbene il suo curricolo all’ONU sia un indiscutibile successo in termini di management ed efficienza, Kofi Annan è stato aspramente criticato per le sue mancanze politiche. Secondo Thierry Meyssan come Segretario Generale ha aspirato a portare l’organizzazione in linea con il mondo unipolare e con la globalizzazione dell’egemonia statunitense. Annan ha messo in dubbio i fondamenti ideologici dell’ONU e ha minato la sua capacità di ostacolare conflitti. Tuttavia, è attualmente incaricato di risolvere la crisi siriana.

 
L’ex Segretario Generale e premio Nobel per la pace, Kofi Annan, è stato nominato da Ban Ki-moon e Nabil El Arabi inviato speciale congiunto per negoziare una soluzione pacifica alla crisi siriana. Con la straordinaria esperienza di Annan e la sua immagine di successo, la nomina è stata ben accolta da tutti. Cosa rappresenta davvero questo massimo funzionario internazionale? Chi lo ha spinto alle più alte posizioni? Quali erano le sue preferenze politiche, e quali sono i suoi attuali impegni? Questi quesiti incontrano un silenzio prudente, come se le sue precedenti cariche fossero esse stesse una garanzia di neutralità.

Selezionato e formato dalla Fondazione Ford e dalla CIA

I suoi precedenti colleghi lo hanno apprezzato per il suo essere riguardoso, intelligente e astuto. Personalità fortemente carismatica, Kofi Annan ha lasciato una forte impronta dietro di sé, perché non ha agito semplicemente in quanto “segretario” dell’ONU, bensì più come il suo “generale”, prendendo iniziative che ravvivassero un’organizzazione che era impantanata nella burocrazia. Tutto ciò è ben risaputo ed è stato ripetuto ad nauseam. Le sue eccezionali qualità professionali gli hanno fatto guadagnare il premio Nobel per la pace, sebbene in teoria questo onore dovrebbe essere attribuito per un personale impegno politico, non per una carriera manageriale.
Kofi e la sua sorella gemella Efua Atta sono nati l’8 aprile del 1938 in una famiglia aristocratica originaria della colonia britannica della Costa d’Oro. Suo padre era capo tribù della popolazione Fanti e governatore eletto della provincia di Asante, e sebbene si opponesse al dominio britannico era un fedele servitore della Corona. Prese parte al primo movimento di decolonizzazione con altri personaggi di rilievo, ma guardò con sospetto e preoccupazione il fervore rivoluzionario di Kwame Nkrumah.

Alla fine gli sforzi di Nkrumah portarono il paese all’indipendenza nel 1957 con il nome di Ghana. Kofi all’epoca aveva 19 anni e, benché non fosse stato coinvolto nella rivoluzione, era diventato vicepresidente della nuova Associazione Nazionale Studenti. Fu allora che fu scoperto da un cacciatore di teste della Fondazione Ford, il quale lo incluse in un programma per “giovani leader”. Così, fu poi invitato a seguire un corso estivo alla Harvard University. Avendo notato il suo entusiasmo per gli Stati Uniti, la Fondazione Ford si offrì di finanziare completamente i suoi studi, prima in Economia al Macalester College in Minnesota, poi in Relazioni Internazionali all’Istituto Universitario di Alti Studi Internazionali di Ginevra. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Fondazione Ford, costituita dal famoso industriale Henry Ford, è diventata di fatto uno strumento della politica estera statunitense, dando un’apparenza rispettabile alle attività della CIA [1].

Il periodo di studi all’estero di Kofi Annan (1959-1961) coincise con gli anni più difficili del movimento afroamericano per i diritti civili (l’avvio della campagna di Birmingham di Martin Luther King), il quale viene percepito da Annan come un’estensione della decolonizzazione che aveva visto con i suoi occhi in Ghana. Ma anche questa volta non ne fu coinvolto. Colpiti dai risultati accademici e dalla discrezione politica di Annan, i suoi mentori americani gli aprirono le porte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui lui si aggiudicò il suo primo lavoro. Dopo tre anni alla sede centrale dell’OMS a Ginevra, Annan venne assegnato alla Commissione Economica per l’Africa con sede a Addis Abeba. Ancora non sufficientemente qualificato per aspirare a una carriera nell’ONU, ritornò negli Stati Uniti per intraprendere gli studi in management al Massachusetts Institute of Technology (MIT) (1971-1972). In seguito ritornò in patria come Direttore per lo Sviluppo del Turismo, ma si trovò perpetuamente in disaccordo con il governo militare del generale Acheampong: rinunciò così all’incarico e ritornò alle Nazioni Unite nel 1976.

Una carriera di successo malgrado i fallimenti

All’ONU occupò varie posizioni, inizialmente all’interno dell’UNEF II (le forze di pace d’emergenza istituite per dirigere il cessate il fuoco tra Egitto e Israele alla fine della guerra dell’Ottobre 1973), successivamente come Direttore del personale all’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHRC). Fu allora che in seconde nozze sposò l’avvocatessa svedese Lagergren Master nipote di Raoul Wallenberg, inviato speciale per la Svezia a Budapest durante la Seconda Guerra Mondiale. Wallenberg è famoso per aver salvato centinaia di ebrei perseguitati, emettendo dei passaporti che li proteggessero. Lavorò anche per l’OSS (predecessore dell’odierna CIA) come collegamento con la resistenza ungherese.

Il segretario generale Javier Perez de Cuellar scelse Kofi Annan come Assistente Segretario Generale incaricato della gestione delle risorse umane e al coordinamento della sicurezza (1987-90). Con l’annessione del Kuwait all’Iraq, 900 dipendenti ONU rimasero bloccati nel paese. Kofi Annan fu in grado di negoziare il loro rilascio con Saddam Hussein, un’impresa che aumentò il suo prestigio all’interno dell’Organizzazione. Fu successivamente incaricato del bilancio (1990-92) e alle operazioni preposte al mantenimento della pace con a capo il Segretario Generale Boutros Boutros-Ghali (1993-96), con una breve parentesi come inviato speciale in Jugoslavia.

Secondo il generale canadese Romeo Dallaire, comandante del contingente di pace ONU in Ruanda, Kofi Annan non rispose ai suoi appelli ed è su di lui che cadono le prime responsabilità per l’inazione dell’ONU durante il genocidio (800.000 morti, principalmente Tutsi, ma anche avversari Hutu) [2]. Uno scenario simile si ripeté in Bosnia, dove 400 soldati appartenenti al contingente di pace furono presi in ostaggio dalle armate serbo-bosniache. Kofi Annan non diede ascolto agli appelli del generale Bernand Janvier permettendo così la perpetrazione di prevedibili massacri.

Verso la fine del 1996, gli Stati Uniti posero il veto per la nuova nomina a Segretario Generale dell’egiziano Boutros Boutros-Ghali, visto come pericolosamente francofilo. Riuscirono a imporre il loro candidato: un ufficiale superiore proveniente da dentro l’organizzazione internazionale stessa, Kofi Annan. Lungi da agire a suo sfavore, le confessioni sui suoi fallimenti in Ruanda e in Bosnia si capovolsero in vantaggi dopo che ebbe promesso di riformare il sistema affinché non si ripresentassero situazioni simili. Alla luce delle sue dichiarazioni fu eletto ed entrò in carica il primo gennaio 1997.

Segretario Generale delle Nazioni Unite

Da subito Kofi Annan istituì un seminario annuale di due giorni a porte chiuse per 15 ambasciatori ONU. Questo “ritiro” (sic) fu generosamente ospitato dalla Fondazione Fratelli Rockefeller al Pocantico Conference Center (a nord di New York). Fuori dalla struttura ufficiale delle Nazioni Unite, il segretario generale discusse la riforma dell’Organizzazione con i rappresentanti degli Stati su cui sapeva di poter contare. In questo contesto, riassegnò le uscite dell’ONU in linea con le priorità politiche e ridusse significativamente il budget del Segretariato Generale. Riorganizzò le funzioni amministrative intorno a quattro obiettivi (pace e sicurezza, sviluppo, affari economici e sociali, affari umanitari). Creò un posto come vice Segretario Generale per essere sostituito e dotarsi di un vero consiglio capace di agire prontamente su decisioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale.

Il perno dell’iniziativa di Kofi Annan era il Patto Mondiale, mobilitare la società civile per un mondo migliore. Sulla base di un dialogo libero, le aziende, i sindacati e le ONG furono riunite per discutere e impegnarsi a rispettare i diritti umani, gli standard di lavoro e l’ambiente. In pratica, però, il Patto Mondiale non ha prodotto gli effetti desiderati. Al contrario, ha profondamente distorto la natura dell’ONU minimizzando il potere degli Stati nazionali ed enfatizzando quello delle corporation transnazionali e delle associazioni “non-governative” solo di nome, celatamente finanziate dalle Grandi Potenze. Promuovendo le lobby come partner delle Nazioni Unite, Kofi Annan ha seppellito lo spirito dello Statuto di San Francisco. Non si tratta più di salvare l’umanità dal flagello della guerra riconoscendo la parità legale delle piccole e grandi nazioni, bensì di migliorare la condizione umana sostenendo l’incontro tra gli interessi privati.

Il Patto Mondiale è una deviazione dalla logica quasi universalmente accettata che il diritto internazionale sia a servizio del bene comune, verso una logica abbracciata solo dagli Angloamericani per i quali il bene comune è una chimera e il fare buon governo consiste nel far incontrare il più alto numero di interessi particolari. In definitiva, il Patto Mondiale ha avuto lo stesso effetto del Galà di Carità in USA: presentarsi con la coscienza pulita lanciando iniziative di primo piano mentre si condonano ingiustizie strutturali. In questo senso, l’amministrazione di Kofi Annan (1997-2006) riflette la realtà del periodo storico, cioè di un mondo unipolare soggetto alla globalizzazione dell’egemonia statunitense a spese degli Stati nazionali e delle persone che essi rappresentano.

Questa strategia è in linea con l’espediente realizzato a Washington negli anni ’80, il quale coinvolgendo la National Endowment for Democracy, un’agenzia che a dispetto della sua denominazione mira a proseguire l’azione sovversiva della CIA manipolando il processo democratico. La NED sussidia, legalmente o meno, le organizzazioni imprenditoriali, i sindacati e le associazioni di ogni genere. In cambio, i beneficiari prendono parte al Patto Mondiale, assoggettando così gli Stati nazionali, i quali hanno bisogno di mezzi per finanziare le loro lobby. La pace non è più un interesse per l’ONU da quando il mondo unipolare ha il suo corpo di polizia, gli USA; in questo modo l’organizzazione può concentrarsi nell’assorbire tutte le forme di protesta al fine di corroborare in modo migliore il disordine mondiale e giustificare la progressiva espansione mondiale dell’egemonia statunitense.

La retorica rassicurante di Kofi Annan ha raggiunto il suo culmine al Millenium Summit in cui 147 capi di Stato e di governo hanno dato la loro parola affinché entro i prossimi 15 anni venga sradica la povertà e vengano risolti i più gravi problemi sanitari in tutto il mondo, inclusa l’AIDS. La felicità universale può fare a meno di riforme politiche, a patto che tutti facciano uno sforzo e contribuiscano. Come mai non ci aveva pensato nessuno prima? Ahimè, il Millenium rimase puro desiderio; le ingiustizie non furono sradicate e continuano ad alimentare guerra e miseria.

Con la stessa disposizione, il discorso del segretario generale Kofi Annan del 20 Settembre 1999 all’Assemblea Generale, delineò quella che è stata definita la “dottrina Annan”. Usando come scusa la sua impotenza in Ruanda e in Bosnia, discusse sul fatto che in entrambi i casi gli Stati fossero venuti meno al proprio dovere di proteggere la loro gente. Concluse quindi che la sovranità degli Stati, principio guida dello Statuto dell’ONU, costituisce un ostacolo alla protezione dei diritti umani. L’Unione Africana ha adottato questo idea con il nome di “Responsabilità di proteggere”; l’ONU agì in tal senso nel 2005 durante il Summit Mondiale responsabile per l’azione supplementare del Millenium Summit. La Dottrina Annan è niente più che una rincarnazione del diritto di intervenire invocato dagli inglesi per muovere guerra contro l’Impero Ottomano e, più recentemente, attualizzato da Bernard Kouchner. La nuova idea verrà usata esplicitamente per la prima volta nel 2011 per legalizzare l’operazione coloniale in Libia [4].

Inoltre, il periodo di Kofi Annan in quanto Segretario Generale ONU è contrassegnato dal programma “Oil-for-Food”, il quale venne escogitato dal Consiglio di Sicurezza nel 1991, ma venne reso effettivo solo dal 1996 al 2003. Originariamente si prefiggeva di garantire che le entrare petrolifere dell’Iraq fossero utilizzate esclusivamente per soddisfare le esigenze degli iracheni e non per finanziare nuove imprese militari. Comunque, nel contesto dell’embargo internazionale e sotto la supervisione personale di Kofi Annan, questo programma diventò uno strumento in mano agli USA e all’Inghilterra per estorcere l’Iraq mentre occupavano la no-fly zone (che corrisponde approssimatamente all’attuale regione autonoma del Kurdistan) fino all’aggressione e distruzione del paese [5]. Per anni, la popolazione è stata denutrita e privata di medicine salvavita. Parecchi funzionari internazionali che dirigevano il programma lo definirono “crimine di guerra” e si dimisero dopo averne rifiutato l’applicazione. Tra loro, l’Assistente Segretario Generale ONU Hans von Sponeck e il Coordinatore Umanitario ONU Denis Halliday, i quali valutano che il programma determinò il genocidio di un milione e mezzo di iracheni, tra cui almeno 500.000 bambini [6].

Solo dopo l’invasione e distruzione dell’Iraq, Kofi Annan finalmente si ribellò e denunciò coloro che pagarono per la sua istruzione, favorendo la sua ascesa a Segretario Generale delle Nazioni Unite e il Premio Nobel per la Pace. Descrisse come illegale all’attacco all’Iraq e disse all’opinione pubblica che questo precedente non avrebbe privato il Diritto Internazionale del suo contenuto [7]. Washington replicò brutalmente con un’operazione di spionaggio contro Kofi Annan, il suo gabinetto, la sua famiglia e perfino contro i suoi amici. Il figlio del Segretario Generale, Kojo Annan, venne accusato di essersi appropriato indebitamente dei fondi del programma Oil-for-Food con il consenso del padre. Il procedimento giudiziario non riuscì a far cambiare idea agli Stati membri dell’ONU, anzi, consolidò l’autorità del Segretario Generale [7]. Tuttavia, durante gli ultimi due anni del suo mandato, Kofi Annan è stato fermato e costretto a mettersi in riga.

Ripartire da zero

Dopo 10 anni come Segretario Generale, Kofi Annan ha continuato la sua carriera in diverse fondazioni più o meno private. Nel dicembre 2007, le elezioni in Kenya degenerano in conflitto. Il Presidente Mwai Kibaki sembrò aver sbaragliato il candidato sostenuto da Washington, Raila Odinga, da quanto viene riferito cugino dell’allora Senatore Barack Obama. Il Senatore statunitense John McCain contestò il risultato delle elezioni e gridò alla rivoluzione mentre un’ondata di SMS anonimi esacerbavano le differenze inter-etniche. In pochi giorni, le rivolte lasciarono più di 1.000 morti e 300.000 profughi. Madeleine Albright propose la mediazione del Centro per la Pace e i Diritti Umani di Oslo. L’istituto mandò due mediatori: l’ex-Primo Ministro norvegese Kjell Magne Bondevik e l’ex-Segretario Generale ONU Kofi Annan, entrambi membri del Consiglio di Amministrazione.

Il risultato di questa “mediazione” costrinse il Presidente Kibaki a chinare il capo davanti alle richieste degli USA. Sarebbe potuto rimanere in carica a condizione che avesse prima accettato una riforma costituzionale che lo privava dei suoi poteri a favore del Primo Ministro e che avesse inoltre acconsentito alla scelta di Odinga come Primo Ministro. Nel suo ruolo di vecchio saggio africano, Kofi Annan aiutò a dare un velo di legittimità al regime change imposto da Washington [9].

A questo punto Kofi Annan esercita due responsabilità fondamentali. Innanzitutto, è presidente del Africa Progress Panel, un’organizzazione creata da Tony Blair dopo il G8 tenuto a Gleeneagles allo scopo di assicurare la copertura mediatica alle azioni del Ministero britannico per la Cooperazione (DFID). Sfortunatamente, così come il Millenium Summit, le promesse del G8 non furono mantenute e l’attività del Africa Progress Panel è irrilevante.

Annan è anche al servizio della presidenza dell’Alleanza per la Rivoluzione Verde in Africa (AGRA) che ha come obiettivo quello di risolvere i problemi alimentari del continente nero mediante la biotecnologia. Di fatto, AGRA è una lobby finanziata da Bill Gates e dalle Fondazioni Rockefeller per promuovere la divulgazione dei prodotti OGM di Monsanto, DuPont, Dow, Syngenta e altri. I principali esperti al di sopra delle parti convengono sul fatto che oltre al problema del loro impatto ambientale, l’uso di raccolti OGM non riproducibili sottometta gli agricoltori al volere dei loro fornitori introducendo una nuova forma di sfruttamento umano.

Kofi Annan in Siria

Allora per quale motivo è venuto in Siria questo ex Alto Ufficiale Internazionale? In primo luogo, la sua nomina suggerisce che l’attuale Segretario Generale ONU Ban Ki Moon – la cui immagine è stata macchiata per essersi chinato agli Stati Uniti e da una serie di scandali di corruzione [10] – non era all’altezza del compito, mentre Kofi Annan, malgrado i suoi bilanci, gode ancora di un’immagine positiva di sé.

In secondo luogo, un mediatore può aver successo soltanto nel momento in cui è stato scelto dalle parti in conflitto. E questo non è il caso. Kofi Annan rappresenta il Segretario Generale delle Nazioni Unite e la sua controparte nella Lega araba, difendendo l’onore e la reputazione di entrambe le istituzioni in assenza di chiare disposizioni politiche. Se la nomina del Sig. Annan è stata approvata de facto dai membri del Consiglio di Sicurezza e quelli della Lega Araba, è perché soddisfa le speranze di contraddittorietà. Per alcuni, l’inviato speciale congiunto non è designato a mediare la pace, bensì a dissimulare una pace che è già stata negoziata tra le Grandi Potenze in modo che tutti possano rimanerne soddisfatti. Altri si aspettano che ripeta il copione keniano e che porti un cambio di regime senza ulteriori violenze.

Nelle ultime tre settimane, l’azione di Kofi Annan è stata quella di presentare il suo piano, una versione emendata rispetto a quella sviluppata dal Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Facendo così, ha lacerato il piano accettabile per Washington e i suoi alleati. In più, il Sig. Annan ha introdotto intenzionalmente un elemento di confusione asserendo di aver persuaso il Presidente al-Assad a nominare uno dei suoi vicepresidenti, Farouk al-Shara, per negoziare con l’opposizione. Ciò viene dipinto come una concessione della Siria al Consiglio di Cooperazione del Golfo. Di fatto, il vicepresidente al-Shara è responsabile di quelle negoziazioni da un anno e la domanda posta dall’Arabia Saudita e dal Qatar è completamente differente: il presidente al-Assad dovrebbe dare le dimissioni perché è un alawita e il suo potere essere trasferito al vicepresidente poiché sunnita. Sembrerebbe quindi che l’inviato speciale congiunto stia progettando una via d’uscita per quegli Stati che hanno attaccato la Siria e inventato la favola della rivoluzione democratica soffocata nel sangue.

Tuttavia le acrobazie verbali di Kofi Annan, il quale a Damasco ha espresso soddisfazione riguardo al suo incontro con il presidente al-Assad per poi dichiararsi deluso una volta ritornato a Ginevra, non hanno sollevato nessuna domanda riguardo alle sue vere intenzioni.

(Traduzione dall’inglese di Simone Catania)


NOTE:
Thierry Meyssan, fondatore di "Voltaire Network", è un analista francese con sede a Damasco.

[1] “Ford Foundation, a philanthropic facade for the CIA”, Voltaire Network, 5 Aprile 2004, e "Pourquoi la Fondation Ford subventionne la contestation", di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 19 Aprile 2004.
[2] Shake Hands with the Devil : The Failure of Humanity in Rwanda, di Roméo Dallaire, Arrow Books Ltd, 2004.
[3] "La NED, vitrine légale de la CIA", di Thierry Meyssan, Odnako (Russian Federation), Réseau Voltaire, 6 Ottobre 2010.
[4] "UN security council resolution 1973 in favour of a no-fly zone in Libya”, Voltaire Network, 17 March 2011.
[5] "Annan: Génocide en Iraq et Paix en Syrie?", di Hassan Hamade, As-Safir (Lebanon), Réseau Voltaire, 22 Marzo 2012.
[6] “United Nations implications in war crimes” di Silvia Cattori,Voltaire Network, 23 Marzo 2007.
[7] “For Kofi Annan, international law no longer guarantees anything”, di Sandro Cruz, Voltaire Network, 15 Luglio 2005.
[8] "Harassing Kofi Annan” di Thierry Meyssan, Voltaire Network, 13 Dicembre 2004.
[9] “Behind the 2009 Nobel Peace Prize”, di Thierry Meyssan,Voltaire Network, 19 Ottobre 2009.
[10] “An Open Letter to the dishonorable Ban Ki-moon”, di Hassan Hamade, As-Safir (Lebanon), Voltaire Network, 27 Gennaio 2012.
FONTE:
Voltaire Network, 30 marzo 2012.
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