14 maggio, 2013
Giovanna Carnevale
Europa
Dopo aver fatto parlare di sé come modello economico alternativo che preserva lo stato sociale dalle ripercussioni negative del capitalismo finanziario, l’Islanda torna nelle mani di una classe politica conservatrice e neoliberista. Le elezioni legislative del 27 aprile hanno dimostrato che la maggioranza degli islandesi non apprezza la ricetta economica del centro-sinistra per risollevare il Paese dalla crisi. L’ex coalizione di governo composta da socialdemocratici e verdi, infatti, è uscita pesantemente sconfitta dalle recenti consultazioni
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4 marzo, 2013
Da Vinci AG
Europa
Le conseguenze della crisi finanziaria internazionale hanno notevolmente influenzato i paesi dell’ultima ondata di allargamento UE e anche due altri paesi europei post-socialisti che muovono verso l’integrazione con l’UE (Ucraina e Moldova). Il peggioramento della situazione economica ha provocato una significativa reazione sociale sotto forma di malcontento per la politica dei governi in carica. In seguito sono cambiati i punti di riferimento economici e politici con la considerevole crescita della richiesta sociale di “facce nuove”,
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1. Il mondo affronta una straordinaria crisi economica, sociale e politica, un processo silenzioso di degrado ambientale e una disputa (ancora sorda) per l’egemonia mondiale. 2. La crisi economica, che iniziò a diventare finanziaria nel 2008 a New York con il fallimento della banca Lehman Brothers, si trasformò rapidamente in crisi sociale, con la propagazione e la persistenza di alti livelli di disoccupazione dentro e fuori gli Stati Uniti e con effetti sul sistema politico
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Un’inattesa “guerra delle valute” rivela una geografia economica ancorata ad una crisi globale, fronteggiata dai leader mondiali attraverso ricette di austerità già adottate quattro anni fa, all’inizio della bolla speculativa. Si tratta di ricette molto discusse e non sempre condivise, quale la manovra del “quantitative easing” – in italiano “alleggerimento quantitativo”. Tuttavia, i paesi emergenti si sono opposti a tale politica additandola, in alcuni casi, come una manovra “egoista”, che riduce favorevolmente il valore del
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29 luglio, 2012
Mayumi Fukushima, Richard Rosecrance e Yuzuru Tsuyama
Estremo Oriente
In un’era probabilmente segnata dall’ascesa della Cina, il Giappone si unirà al nuovo Occidente? Probabilmente la risposta sarà sì. Le scelte di politica del Giappone possono essere viste come un segnavento nella politica internazionale. Dopo la rivoluzione industriale, Arnold Toynbee affermava che l’industrialismo avrebbe trionfato sul nazionalismo. Invece non fu così; infatti il militarismo venne alla ribalta. Il Giappone pianificò un nuovo corso aggressivo con il suo attacco alla Cina nel 1894, e alla Russia
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Il mondo sta cambiando rapidamente. Da alcuni anni a questa parte, ancora più rapidamente. Le crisi sistemiche (e le conseguenti “grandi depressioni”) hanno storicamente comportato un’accelerazione delle pre-esistenti dinamiche di ascesa e discesa delle potenze: la crisi del 1873 agevolò l’ascesa di USA e Germania rispetto alla Gran Bretagna, quella del 1929 il recupero tedesco e la copertura del gap industriale da parte dell’URSS. La crisi cominciata nel 2008 accelera l’ascesa delle cosiddette “potenze emergenti”
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Il primo numero di Geopolitica, la rivista dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), intitolato Vent’anni di Russia, ospita tra gli altri anche un contributo esclusivo firmato dal vice-ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Aleksandr V. Gruško. Il vice-ministro Gruško ha dedicato il proprio intervento alle relazioni tra la Russia e l’Unione Europea. Si tratta di un tema su cui ha lavorato per gran parte della propria carriera: durante i finora
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Per gentile concessione dell’Autore riportiamo la traduzione italiana dell’intervista che Carlos Pereyra Mele, geopolitologo e docente all’Università della Patagonia, membro del Comitato Scientifico di “Geopolitica”, ha rilasciato alla rivista argentina “Disenso” lo scorso 23 aprile. Disenso: Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli incontri e le dichiarazioni tra i governi di Israele e degli Stati Uniti in relazione al programma nucleare iraniano. Sebbene l’Iran abbia messo in agenda già dal 1995 la necessità di
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Testo dell’intervento di Vladimir Jakunin, presidente fondatore del World Public Forum “Dialogue of Civilizations” (partner dell’IsAG), al dibattito tematico interattivo sul rafforzamento della comprensione interculturale per costruire società pacifiche ed inclusive, svoltosi al Quartier Generale delle Nazioni Unite il 22 marzo 2012. Il testo tocca alcuni dei princìpi fondamentali sui quali il World Public Forum “Diaologue of Civilizations” ha cercato di porre le basi per il raggiungimento di un’interazione pacifica e costruttiva tra i diversi
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La storia di una scissione e della nascita, dalle due iniziali, di una nuova dimensione che si autonomizza ed assume anche una precisa identità. E’ questa in sintesi la tesi contenuta ne Il potere dei giganti. Perché la crisi non ha sconfitto il neoliberismo (Laterza, Roma-Bari, 2011) di Colin Crouch [nella foto a destra]. Dopo l’efficace Postdemocrazia il professore emerito di Governance and Pubblic Management presso la Business School dell’Università di Warwick, torna con questo
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