Il recente summit del G-20 di Los Cabos, in Messico, è stato caratterizzato da un cambiamento fondamentale nella geopolitica della finanza internazionale. Le economie emergenti hanno destinato miliardi al fondo d’emergenza dell’FMI (Fondo Monetario Internazionale) destinato a fornire un sostegno aggiuntivo alle nazioni dell’eurozona nel caso di un aggravamento della crisi del debito. I BRICS hanno accettato di contribuire mediante una somma superiore ai 70 miliardi di dollari, con la Cina impegnata con la somma
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Di primo acchito, sembrerebbe che sia finalmente apparsa sulle rive del Nilo una grande figura unificatrice, la cui ombra si allunga sull’intero panorama politico del Medio Oriente. Questa, almeno, è l’impressione che lascia la serie di encomi da parte della comunità internazionale a seguito dell’elezione di Mohammed Morsi alla presidenza in Egitto. Da Israele all’Iran, i paesi del Medio Oriente hanno salutato l’esito delle elezioni egiziane, ovvero la vittoria dei Fratelli Musulmani. Tutte le grandi
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Secondo i resoconti di alcuni media, il summit del BRICS a Delhi, quarto per la formazione originale composta da Brasile, Russia, India e Cina, e secondo da quando il Sud Africa è stato cooptato a Sanya, non ha incendiato il fiume Yamuna (a Nuova Delhi, dove era stato tenuto il 29 marzo). I risultati di questo incontro, secondo alcuni, sono stati al di sotto delle aspettative; queste erano altissime dopo il summit di Sanya, ospitato
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Fino a poco tempo fa, l’approccio dei politici occidentali alle prospettive di trasformazione del gruppo BRICS in una forza indipendente a livello geopolitico era palesemente scettico. Si riteneva che questo gruppo fosse troppo diviso al suo interno, e che non sarebbe prevalsa la tendenza alla cooperazione tra i suoi membri. Come esempio dello scetticismo verso queste relazioni si può citare il parere di Yasheng Khuang, professore al Massachusetts Institute of Technology e famoso esperto nel
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I BRICS stanno avendo un’influenza crescente sulla governance globale. Il tema del 4° Summit “Cooperazione tra i BRICS per la stabilità, la sicurezza e la crescita globale”, ha mostrato il suo intento strategico attraverso un’interpretazione alternativa dell’interdipendenza. La Dichiarazione di Delhi ha elementi che, in primo luogo, hanno una dimensione economica anche se sono, essenzialmente, politici, e propongono un nuovo sistema multilaterale. I toni strategici hanno causato una cauta risposta degli Stati Uniti, riconoscendo in
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La vista dei BRICS è stato un pugno nell’occhio per i paesi sviluppati sin dal principio. Il senso di irritabilità sta ora sta cedendo il passo ad un’inquietudine che rasenta l’ostilità. C’è la pressante necessità che il BRICS acquisisca una fissa dimora e un nome. È vero, dal vertice di New Delhi non è emerso nulla di clamoroso. Tuttavia, ci sono nuove avvisaglie che annunciano una potenziale impennata del BRICS. E ciò causa inquietudine al
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25 gennaio, 2012
Elena Pustovojtova
Europa
Ogni qual volta una nazione europea torna alle sue origini, storia, cultura e tradizioni, si ritrova immediatamente addomesticata da forze “democratiche” esterne, che soffocano le aspirazioni nazionali nel mondo affinché la gente si conformi alle predilezioni della finanza globale. Gli eventi ungheresi d’inizio 2012 forniscono un vivido esempio di questo schema. Il paese, diventato membro delle Nazioni Unite nel 1955, del GATT (precursore dell’odierna WTO) nel 1973, del FMI e della Banca Internazionale per la
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