Subito dopo la dichiarazione del cessate il fuoco a Gaza, l’Egitto è precipitato in una grave crisi interna. Mohammed Morsi, eletto presidente dopo la caduta di Hosni Mubarak, ha approvato un decreto che in sostanza limiterebbe il potere giudiziario ponendo le facoltà dell’esecutivo al di sopra della Corte suprema e ha inoltre proposto di apportare cambiamenti alla costituzione volti a istituzionalizzare il potere dei Fratelli Musulmani. Il decreto ha provocato l’avvio di imponenti manifestazioni da
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La diffusione dei movimenti di protesta contro i regimi autoritari del Nord Africa e del Vicino e Medio Oriente ha creato nuovi spazi per il dispiegarsi dell’influenza turca nella regione. I partiti politici saliti al potere dopo la cacciata dei tiranni hanno cercato una piena legittimazione internazionale annunciando come il loro modello sarebbe stata la Turchia, indicata come felice esempio di conservatorismo, capitalismo e partecipazione democratica. Ankara ha così guadagnato una forte presa sulle società
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Si chiude quest’oggi il 2012 e la redazione di “Geopolitica” vuole riassumerlo in dieci avvenimenti di politica internazionale; dieci avvenimenti che si sono distinti non tanto o non solo per la loro importanza in sé, quanto per le dinamiche di più lungo periodo che soggiaciono ad essi. Eccoli di seguito, in ordine inverso d’importanza dal decimo al primo. Siete d’accordo con le nostre scelte? Fateci sapere la vostra opinione aggiungendo i vostri commenti in basso
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Comprendere Muhammar Gheddafi non era certo compito facile, sia per la complessità del personaggio, sia perché nel corso della sua vita egli ha attraversato diverse fasi personali e politiche. A un anno dalla sua morte nel mondo si registrano varie opinioni sul suo conto e non mancano quelle positive, soprattutto in Africa1. Tuttavia, in Europa e negli Stati Uniti il Colonnello non ha mai goduto di buona fama e la sua immagine è stata abitualmente
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Negli scorsi mesi diversi analisti avevano considerato come l’attuale situazione siriana, con una eventuale caduta del regime guidato da Bashar al-Asad, rappresentasse un duro colpo all’ Iran e indirettamente ai suoi alleati più stretti come Hezbollah ma anche Hamas. Tuttavia, i recenti sviluppi nell’intera regione (oltre alla Siria anche in Giordania ed Egitto) stanno dimostrando come l’organizzazione palestinese Hamas non solo sia in grado di superare indenne un cambio di regime in Siria, ma abbia
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A poco più di un mese dalle elezioni, il presidente egiziano Muḥammad Morsi ha dimostrato di non essere una figura effimera, ma un protagonista politico del passaggio di potere nel paese. Nel frattempo Israele si prepara allo scontro, l’Iran si avvicina ai Fratelli Musulmani e la Striscia di Gaza è sempre più stretta nella morsa della fame. L’agosto egiziano La sera del 6 agosto cinque persone armate hanno provato ad entrare in Israele passando per
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A distanza di un anno dall’inizio della Primavera Araba, alcuni paesi come l’Egitto, la Tunisia e la Libia, cercano di fare progressi nonostante le difficoltà e i problemi evidenti ancora presenti nel territorio. L’Egitto fresco di elezioni democratiche del post-Mubarak dopo molti anni, ha visto la debole vittoria del candidato dei Fratelli Musulmani, Mohammed Morsi1, portando l’islamismo ai vertici del potere attraverso il voto. La Tunisia, a più di un anno dalla rivolta che ha
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Quello che sta succedendo in Siria, specialmente durante l’ultima settimana [16-22 luglio 2012], rappresenta una situazione al limite. Il punto di vista dominante, sulla situazione in Siria, nei circoli dell’Occidente è che il gioco è giunto al termine: il Presidente Bashar al-Assad si dimetterà presto o verrà costretto a farlo. Comunque, ciò non spiega realmente la situazione. In altre parole, è parte di una pesante guerra psicologica che dovrebbe esporre l’intera situazione politica in Siria.
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Di primo acchito, sembrerebbe che sia finalmente apparsa sulle rive del Nilo una grande figura unificatrice, la cui ombra si allunga sull’intero panorama politico del Medio Oriente. Questa, almeno, è l’impressione che lascia la serie di encomi da parte della comunità internazionale a seguito dell’elezione di Mohammed Morsi alla presidenza in Egitto. Da Israele all’Iran, i paesi del Medio Oriente hanno salutato l’esito delle elezioni egiziane, ovvero la vittoria dei Fratelli Musulmani. Tutte le grandi
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La sfida per l’egemonia regionale tra l’Iran sciita e l’Arabia Saudita wahhabita (sunnita) si sta progressivamente estendendo dal territorio iracheno a quello siriano dove, seppur ancora in maniera velata, Riyadh vuole giocare un ruolo da protagonista. L’Arabia Saudita, alle prese con un periodo di precari equilibri interni, vuole cercare di sfruttare a proprio vantaggio i disordini siriani; per questo motivo ha da tempo iniziato a sostenere i ribelli organizzati intorno all’Esercito Libero Siriano (FSA), ma,
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