<a href="http://www.geopolitica-rivista.org/25458/la-vittoria-di-orban-in-ungheria-un-monito-per-leuropa-post-moderna/"><b>La vittoria di Orbán in Ungheria: un monito per l’Europa post-moderna</b></a> <a href="http://www.geopolitica-rivista.org/25493/la-russia-e-il-mediterraneo-storia-cultura-geopolitica-il-28-aprile-a-palermo/"><b>La Russia e il Mediterraneo: storia, cultura, geopolitica. Il 28 aprile a Palermo</b></a> <a href="http://www.geopolitica-rivista.org/25476/expedition-to-the-end-of-the-world-la-proiezione-alla-camera/"><b>«Expedition to the End of the World»: la proiezione alla Camera</b></a> <a href="http://www.geopolitica-rivista.org/24921/asia-pacifico-un-nuovo-pivot/"><b>Asia Pacifico: un nuovo pivot</b></a> <a href="http://www.geopolitica-rivista.org/25296/af-pak-la-sfida-della-stabilita-il-nuovo-libro-di-brunello-zanitti/"><b>Af-Pak: la sfida della stabilità. Il nuovo libro di Brunello Zanitti</b></a>
 

I sottomarini israeliani di classe “Dolphin”: un potente deterrente?

19/06/2012 S. Samuel C. Rajiv Armi e strategie, Vicino & Medio Oriente 2 commenti
I sottomarini israeliani di classe “Dolphin”: un potente deterrente? Generalmente si ritiene che Israele possegga il solo arsenale nucleare della regione Medio Oriente/Asia Occidentale, avendo ottenuto questo potenziale durante gli anni ’60. Ovviamente Israele non riconosce tale potenziale, non ha un’articolata dottrina nucleare, non ha pubblicamente incluso il suo potenziale di armi atomiche nella sua politica di sicurezza e non ha testato alcun dispositivo nucleare. Questa politica di “opacità nucleare” gli ha permesso di sostenere che “non sarà il primo a introdurre armi atomiche

La strategia della Russia

07/06/2012 George Friedman Eurasia 0 commentI
La strategia della Russia Il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991 ha invertito il processo che era in corso sin dalla comparsa dell’Impero Russo nel 17esimo secolo, quello di incorporare quattro aree generali – l’Est Europa, l’Asia Centrale, il Caucaso e la Siberia – di cui l’asse San Pietroburgo-Mosca ne era il nucleo e Russia, Bielorussia e Ucraina il centro di gravità. I confini tra questi territori furono sempre dinamici, per lo più in espansione ma regolarmente contratti qualora la

Così la Thatcher cercò di fermare la Germania unita

19/05/2012 Eugenio Di Rienzo Opinioni & Commenti 0 commentI
Così la Thatcher cercò di fermare la Germania unita La pubblicazione nel dicembre del 2009 della raccolta di documenti tratti dagli archivi del Foreign Office (P. Salmon, K. Hamilton, S. Twigge, Documents on British Policy Oversas: German Reunification, 1989–1990, Routledge, pp. 592 ss., £ 90,00) getta nuova luce su uno degli aspetti più controversi della politica estera di Margareth Thatcher. La stessa «Lady di ferro» ha confessato nelle sue memorie che la sua politica in materia di riunificazione tedesca era stata un «fallimento clamoroso».

L’integrazione di Eurasia e Berlino

17/05/2012 Natalia Meden Europa Un commento
L’integrazione di Eurasia e Berlino “Oggi siamo partner, non amici” – è stata questa l’affermazione dell’ambasciatore russo Vladimir Grinin in Germania, durante l’incontro con giornalisti di diversi paesi, a Berlino, lo scorso aprile. Dopo molti anni a scambiarsi rassicurazioni sulla partnership strategica tra i due paesi, l’opinione maggiormente condivisa dai politici russi è la necessità di dare il via ad un atteggiamento più moderato nelle relazioni tra Russia e Germania. L’Ambasciatore russo ha ragione: non c’è alcun motivo di mentire

Produttori contro rentier: la lezione che viene dalla Grecia

07/05/2012 Daniele Scalea Europa Un commento
Produttori contro rentier: la lezione che viene dalla Grecia Le prime pagine dei giornali sono per la Francia, dove Nicolas Sarkozy ha perso la presidenza dal rivale socialista François Hollande, ma il vero terremoto politico che avrà conseguenze internazionali è avvenuto altrove, in Grecia. È comprensibile che i più in Italia guardino con malcelata soddisfazione alla caduta di Sarkozy (a dire il vero con uno scarto di voti meno ampio delle previsioni). Il presidente d’origini ebraico-magiare, con la sua eccentrica politica di puissance, non

La débâcle siriana

12/04/2012 Thierry Meyssan Vicino & Medio Oriente 0 commentI
La débâcle siriana Con 83 stati e organizzazioni intergovernative rappresentate, la seconda Conferenza degli Amici della Siria è stata un successo mediatico. Eppure, secondo l’analista francese basato a Damasco Thierry Meyssan, tutto ciò non riesce a nascondere la sconfitta della NATO e del CCG in Siria: un anno di guerra a bassa intensità non ha portato a cambiamenti di regime e sono ora costretti a ritirarsi davanti al fronte russo-sino-iraniano.   Il 27 marzo 2012 il presidente Bashar

Lo stato del mondo: la strategia della Germania

23/03/2012 George Friedman Europa 0 commentI
Lo stato del mondo: la strategia della Germania L’idea di una Germania dotata d’una strategia nazionale indipendente contraria a tutto ciò che, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, la Germania ha fortemente voluto essere ed il mondo ha desiderato che fosse la Germania. In un certo qual modo, l’intera struttura dell’Europa moderna è stata creata approfittando proprio del dinamismo economico della Germania, se pur evitando la minaccia di una sua possibile dominazione. Parlando di strategia tedesca, avanzo la possibilità che la

Lo stato del mondo: la strategia degli Stati Uniti

18/03/2012 George Friedman Americhe 0 commentI
Lo stato del mondo: la strategia degli Stati Uniti La caduta dell’Unione Sovietica ha messo fine all’epoca europea, un periodo nel quale il potere dell’Europa ha dominato il mondo. A seguito di ciò, i soli Stati Uniti erano rimasti come potenza globale, cosa per la quale questi ultimi non erano culturalmente né istituzionalmente preparati. Sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, gli USA avevano modellato la propria politica estera tramite un costante raffronto con quella sovietica: virtualmente, ogni cosa che essi hanno fatto

La strana parabola di South Stream

22/04/2011 Andrea Bonzanni Eurasia
La competizione tra Nabucco e South Stream è destinata a intensificarsi. Nondimeno, l’evoluzione di South Stream da joint-venture bilaterale a progetto genuinamente europeo smentisce coloro che vedevano in questo gasdotto il prodotto di una strategia russa per minare la coesione dell’Unione europea e nella rivalità con Nabucco una nostalgica battaglia geopolitica tra blocchi contrapposti. Le nuove iniziative russe non devono spaventarci: un mercato del gas dove le risorse sono abbondanti e le regole adeguate non subirà contraccolpi anche nel caso di crisi con un singolo fornitore.