Le forze conservatrici fedeli alla Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, sono emerse vincitrici nelle elezioni di marzo per il Majlis (parlamento). La fazione radicale di Ahmadinejad ha subito una dura sconfitta persino a Teheran. Il risultato dell’elezione non solo ha portato indietro Ahmadinejad, ma ora il suo potere potrebbe essere ridimensionato nei prossimi mesi. Vista la sfida che Ahmadinejad ha osato lanciargli nei mesi scorsi, Khamenei potrebbe persino decidere di abolire la carica di presidente,
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Con 83 stati e organizzazioni intergovernative rappresentate, la seconda Conferenza degli Amici della Siria è stata un successo mediatico. Eppure, secondo l’analista francese basato a Damasco Thierry Meyssan, tutto ciò non riesce a nascondere la sconfitta della NATO e del CCG in Siria: un anno di guerra a bassa intensità non ha portato a cambiamenti di regime e sono ora costretti a ritirarsi davanti al fronte russo-sino-iraniano. Il 27 marzo 2012 il presidente Bashar
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Riportiamo di seguito la traduzione dell’intervista realizzata da “Day.Az” lo scorso 29 marzo al professore Aleksandr Dugin, geopolitologo molto noto in Russia. “Day.Az”: Recentemente il Gruppo di Minsk dell’OSCE ha festeggiato il 20° anniversario della sua missione d’intermediazione. Come valuta l’attività del Gruppo di Minsk nel passato? Aleksandr Dugin: Mi sembra che in passato non ci siano state grandi occasioni diplomatiche, tali da cambiare la situazione che si è sviluppata nell’ambito della questione per
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Israele e Azerbaigian hanno recentemente firmato un accordo militare dal valore di 1,6 miliardi di dollari che prevede la vendita di sistemi di sicurezza anti-aerei e droni da parte di industrie aereospaziali israeliane. La stretta relazione militare azero-israeliana, in costante consolidamento fin dall’indipendenza di Baku, è oggi collegata alle accresciute tensioni tra Israele e Iràn, nonché alle preoccupazioni russe per la sicurezza della regione caucasica. Un fattore importante è rappresentato anche dagli interessi israeliani nei
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Ha votato circa il 64% degli aventi diritto alle elezioni parlamentari iraniane dello scorso 2 marzo, l’11% in più rispetto al 2008. Si è scongiurato così il rischio di una bassa affluenza alle urne temuto dalla Guida Suprema, Ali Khamenei. I risultati consegnano però un quadro del paese molto articolato, a partire dal vistoso calo dei votanti nelle grandi città, come dimostrato dal modesto 48% di affluenza a Tehran. La stampa iraniana, nel frattempo, ha
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Chi ritiene che la crisi siriana stia sfociando in una guerra civile, si sbaglia di grosso. La crisi sta degenerando in qualcosa di peggiore: una guerra che coinvolge sempre più attori internazionali, a fianco di quelli locali. Sono ormai diverse le voci e le fonti che parlano di un intervento, nel territorio siriano, di attori esterni al paese che andrebbero a ingrossare le fila dei movimenti antigovernativi, così come quelli delle forze statali. Il rischio
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L’evoluzione della geopolitica è ciclica. Le potenze emergono, decadono e mutano. I cambiamenti avvengono durante ogni generazione, in una sorta di balletto senza fine. Tuttavia, il periodo tra il 1989 e il 1991 è stato unico, poiché un lungo ciclo di storia umana che ha contraddistinto centinaia di anni è finito, e con esso è giunto al termine anche un ciclo più breve. Nel mondo stanno ancora riecheggiando gli eventi di quel periodo. Il 25
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La pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) relativo al programma nucleare iraniano ha ulteriormente alimentato le tensioni tra Israele e l’Iran. Sono aumentati i rischi di un possibile attacco preventivo da parte di Israele ai luoghi in cui sarebbero localizzate le strutture utilizzate per il processo di arricchimento dell’uranio. Anche se al momento non è possibile stabilire né le probabilità né i tempi dell’attacco. Israele per adesso si sta limitando a minacciare
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Qual è il vero scopo del cosiddetto “embargo petrolifero all’Iran” imposto dall’Unione Europea? Questa è un’importante domanda geo-strategica. Oltre a rigettare le nuove misure proposte dalla U.E. contro l’Iran come controproducenti, Tehran ha avvisato gli Stati membri dell’Unione Europea che l’embargo petrolifero danneggerà le loro economie più di quella iraniana. Tehran ha detto ai dirigenti dei paesi europei che le nuove sanzioni sono insensate e contrarie ai loro interessi nazionali e di blocco; ma è
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Quando le 27 nazioni dell’Unione Europea hanno deciso di stabilire un embargo petrolifero contro l’Iran, in vigore a partire dal 1° luglio 2012, non hanno per niente immaginato che il successo o il fallimento della loro mossa dipenderà in gran parte dall’atteggiamento assunto dalla Cina. E’ del tutto possibile che l’UE, sofferente di una grave crisi economica, abbia preso questo enorme rischio nella speranza che tale azione possa indurre l’Iran a sedersi al tavolo delle
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