Le operazioni statunitensi in Iraq e il conseguente processo di state-building hanno, secondo molti, riacceso il problema settario nel Paese. Durante gli anni di Saddam le diverse etnie religiose erano sostanzialmente sopite dal regime laico che il partito ba’atista garantiva. Dopo l’operazione Iraqi Freedom il sistema democratico e federale promosso dagli Usa poteva sembrare l’opzione più auspicabile ma in realtà ha risvegliato divisioni e rivalità ancestrali difficili da risolvere. 1. Struttura dello Stato e
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Secondo il vocabolario Treccani, il termine “balcanizzazione” indica una “perturbazione dell’ordine interno di un paese con conseguente indebolimento politico o smembramento artificioso in più Stati.” Introdotto in riferimento alle dinamiche che hanno interessato la regione balcanica alla fine della Prima Guerra Mondiale, descrive la frammentazione etnica e politica che fece seguito alla dissoluzione dell’Impero Ottomano. L’esistenza stessa di un tale termine segnala come la storia dei Balcani sia stata, nel secolo scorso, tormentata: le sue
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La sfida per l’egemonia regionale tra l’Iran sciita e l’Arabia Saudita wahhabita (sunnita) si sta progressivamente estendendo dal territorio iracheno a quello siriano dove, seppur ancora in maniera velata, Riyadh vuole giocare un ruolo da protagonista. L’Arabia Saudita, alle prese con un periodo di precari equilibri interni, vuole cercare di sfruttare a proprio vantaggio i disordini siriani; per questo motivo ha da tempo iniziato a sostenere i ribelli organizzati intorno all’Esercito Libero Siriano (FSA), ma,
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Secondo il report pubblicato dall’Intelligence Community Assessment sulla Water Security, le guerre del futuro saranno quelle per la conquista dell’oro blu, bene primario sempre meno accessibile e fruibile. L’acqua assumerà un valore geostrategico di primissimo piano che modificherà inevitabilmente i rapporti tra attori statali favorendo un nuovo corso delle Relazioni Internazionali. Quali saranno le strategie messe in atto dagli attori statali? Un nuovo scenario di minaccia globale: i limiti della Water Global Security statunitense
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Per secoli, il dilemma dell’Iran (precedentemente, della Persia) è stato quello di garantire la sopravvivenza e l’autonomia nazionale di fronte a potenze regionali come la Turchia ottomana e l’Impero russo. Sebbene l’Iran sia sempre stato più debole di questi vasti imperi, è sopravvissuto per tre motivi: geografia, risorse e diplomazia. Le dimensioni e il suolo montuoso dell’Iran hanno reso le incursioni militari nella regione difficili e pericolose. L’Iran è stato inoltre capace di mettere in
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Sebbene il suo curricolo all’ONU sia un indiscutibile successo in termini di management ed efficienza, Kofi Annan è stato aspramente criticato per le sue mancanze politiche. Secondo Thierry Meyssan come Segretario Generale ha aspirato a portare l’organizzazione in linea con il mondo unipolare e con la globalizzazione dell’egemonia statunitense. Annan ha messo in dubbio i fondamenti ideologici dell’ONU e ha minato la sua capacità di ostacolare conflitti. Tuttavia, è attualmente incaricato di risolvere la crisi
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Chi ritiene che la crisi siriana stia sfociando in una guerra civile, si sbaglia di grosso. La crisi sta degenerando in qualcosa di peggiore: una guerra che coinvolge sempre più attori internazionali, a fianco di quelli locali. Sono ormai diverse le voci e le fonti che parlano di un intervento, nel territorio siriano, di attori esterni al paese che andrebbero a ingrossare le fila dei movimenti antigovernativi, così come quelli delle forze statali. Il rischio
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25 gennaio, 2012
Alfredo Jalife-Rahme
Americhe
Alfredo Jalife-Rahme, analista politico messicano, analizza le recenti scelte strategiche e finanziarie del Pentagono e della Casa Bianca. Mentre un frangia estremista continua a nutrire l’insostenibile sogno di un dominio statunitense sull’intero globo, il Presidente Obama e il Segretario alla Difesa Leon Panetta, in linea con la politica iniziata da Robert Gates, prendono atto del declino della potenza americana. Prendendo le distanze dall’era Bush-Cheney, stanno ricanalizzando le risorse verso obiettivi più realistici, gradualmente riallocando i
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Diventa sempre più evidente in Nord Africa e Vicino Oriente il peso che le risorse energetiche, di cui queste aree sono ricche, hanno avuto nelle scelte compiute di recente dalle potenze occidentali. Partendo da Libia ed Egitto per arrivare ad Iran e Iraq, petrolio e gas guidano prepotentemente le politiche degli stati coinvolti in uno scacchiere sempre più pericoloso. Ecco una breve analisi tecnica, paese per paese, con uno sguardo attento agli ultimi delicati sviluppi.
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Un programma televisivo statunitense ha recentemente riportato a una certa attenzione mediatica la storia di John Needham, veterano della guerra in Iraq morto circa due anni fa a ventisei anni, dopo aver ucciso la fidanzata. Due vite umane non sono che una minima parte dei costi causati dalla guerra in Iraq, che ora, almeno per le forze armate non irachene, sembra volgere al termine. È quindi ormai tempo di iniziare a tracciare quale eredità gli Stati Uniti lasciano dopo più di otto anni di conflitto armato. Per quel che possiamo vedere adesso, essa è piuttosto negativa, sia per l’Iraq, sia per gli stessi USA.
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