Comprendere Muhammar Gheddafi non era certo compito facile, sia per la complessità del personaggio, sia perché nel corso della sua vita egli ha attraversato diverse fasi personali e politiche. A un anno dalla sua morte nel mondo si registrano varie opinioni sul suo conto e non mancano quelle positive, soprattutto in Africa1. Tuttavia, in Europa e negli Stati Uniti il Colonnello non ha mai goduto di buona fama e la sua immagine è stata abitualmente
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Secondo il vocabolario Treccani, il termine “balcanizzazione” indica una “perturbazione dell’ordine interno di un paese con conseguente indebolimento politico o smembramento artificioso in più Stati.” Introdotto in riferimento alle dinamiche che hanno interessato la regione balcanica alla fine della Prima Guerra Mondiale, descrive la frammentazione etnica e politica che fece seguito alla dissoluzione dell’Impero Ottomano. L’esistenza stessa di un tale termine segnala come la storia dei Balcani sia stata, nel secolo scorso, tormentata: le sue
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A poco meno di un anno dalla deposizione di Gheddafi, la situazione politico-istituzionale in Libia è in fase di stallo. Dopo l’eliminazione del ra’is le rivendicazioni territoriali da parte delle regioni rendono la situazione densa di incertezze. 1. Il quadro costituzionale e la questione della Cirenaica Il Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi, formato da giuristi, intellettuali ed esponenti tribali, ha elaborato, fin dalle prime fasi della guerra, un nuova Carta Costituzionale che dovrebbe assicurare al
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A distanza di un anno dall’inizio della Primavera Araba, alcuni paesi come l’Egitto, la Tunisia e la Libia, cercano di fare progressi nonostante le difficoltà e i problemi evidenti ancora presenti nel territorio. L’Egitto fresco di elezioni democratiche del post-Mubarak dopo molti anni, ha visto la debole vittoria del candidato dei Fratelli Musulmani, Mohammed Morsi1, portando l’islamismo ai vertici del potere attraverso il voto. La Tunisia, a più di un anno dalla rivolta che ha
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Geopolitica, vol. I, no. 2 (Estate 2012) LA “PRIMAVERA ARABA” UN ANNO DOPO A distanza d’oltre un anno dall’inizio della cosiddetta “Primavera Araba”, è possibile trarne un primo bilancio. Si è trattata d’una rivolta popolare o di congiure di palazzo? È stata un fenomeno genuino e spontaneo, oppure eterodiretto anche dall’esterno? Sta portando all’affermarsi del liberalismo o a un risveglio islamico nel mondo arabo? Quali potenze stanno avvantaggiandosi e quali perdendo posizioni a causa degli
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Il mondo sta cambiando rapidamente. Da alcuni anni a questa parte, ancora più rapidamente. Le crisi sistemiche (e le conseguenti “grandi depressioni”) hanno storicamente comportato un’accelerazione delle pre-esistenti dinamiche di ascesa e discesa delle potenze: la crisi del 1873 agevolò l’ascesa di USA e Germania rispetto alla Gran Bretagna, quella del 1929 il recupero tedesco e la copertura del gap industriale da parte dell’URSS. La crisi cominciata nel 2008 accelera l’ascesa delle cosiddette “potenze emergenti”
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Maksim Leonardovič Ševčenko, uno volti più noti della televisione russa, giornalista della prima rete “Pervyj Kanal” dove attualmente conduce il programma di approfondimento “V kontekste”, ha preso parte come relatore alla conferenza organizzata da “MIR Initiative” il 28 maggio a Roma presso la Sala delle Colonne del Parlamento italiano, dal titolo “Bridging the New Middle East“. Al termine dei lavori, Ševčenko ha concesso un’intervista a Dario Citati, ricercatore dell’IsAG, durante la quale il tema della
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25 maggio, 2012
Redazione
Africa
La guerre humanitaire è un documentario del 2011 sulla recente guerra in Libia che, dopo aver avuto successo anche nell’edizione inglese (The Humanitarian War) grazie all’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) arriva finalmente in Italia. La versione con sottotitoli in italiano (a cura di Giuliano Luongo e Daniele Scalea) è disponibile sul canale YouTube di Geopolitica [[clicca]]. Il documentario, della durata di poco meno di 20 minuti, è stato realizzato da
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7 maggio, 2012
Daniele Scalea
Europa
Le prime pagine dei giornali sono per la Francia, dove Nicolas Sarkozy ha perso la presidenza dal rivale socialista François Hollande, ma il vero terremoto politico che avrà conseguenze internazionali è avvenuto altrove, in Grecia. È comprensibile che i più in Italia guardino con malcelata soddisfazione alla caduta di Sarkozy (a dire il vero con uno scarto di voti meno ampio delle previsioni). Il presidente d’origini ebraico-magiare, con la sua eccentrica politica di puissance, non
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Per gentile concessione dell’Autore riportiamo la traduzione italiana dell’intervista che Carlos Pereyra Mele, geopolitologo e docente all’Università della Patagonia, membro del Comitato Scientifico di “Geopolitica”, ha rilasciato alla rivista argentina “Disenso” lo scorso 23 aprile. Disenso: Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli incontri e le dichiarazioni tra i governi di Israele e degli Stati Uniti in relazione al programma nucleare iraniano. Sebbene l’Iran abbia messo in agenda già dal 1995 la necessità di
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