[Editoriale al numero 4, vol. I ::clicca qui per il sommario::] Il multipolarismo costituisce per i paesi emergenti una occasione per aumentare i propri gradi di libertà nell’agone internazionale. Le classi dirigenti di importanti paesi quali il Brasile, la Russia, l’India e la Cina hanno compreso che l’opzione dell’integrazione a vari livelli, da quello economico a quello più propriamente politico, è da preferirsi ai fini dei singoli specifici interessi nazionali. Le nuove politiche estere
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A vent’anni dalla fine della Guerra Fredda sembra evidente che il mondo sia guidato da una nuova forma di governance globale. Numerosi analisti internazionali sostengono che stiamo attraversando una fase di transizione da un sistema mondiale a guida unipolare dominato dall’egemonia statunitense, emersa al termine del confronto con l’Unione Sovietica, a un ordine mondiale multipolare. Due report pubblicati lo scorso mese evidenziano i cambiamenti contemporanei che sfidano il dominio occidentale. Questi documenti sono: Global Trends
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Tiberio Graziani, presidente dell’IsAG e direttore di “Geopolitica”, ha partecipato alla conferenza “Il vettore eurasiatico di sviluppo: problemi e prospettive”, organizzata da “Meždunarodnaja Žizn” (rivista del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa) e svoltasi a Jalta dal 16 al 20 ottobre scorso. La conferenza ha riunito esponenti di spicco del mondo accademico, diplomatico e giornalistico di Russia, Bielorussia, Ucraina, Kazakistan, Moldova ed esperti d’altri paesi, tra cui appunto il presidente Graziani, di cui riportiamo
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Secondo il report pubblicato dall’Intelligence Community Assessment sulla Water Security, le guerre del futuro saranno quelle per la conquista dell’oro blu, bene primario sempre meno accessibile e fruibile. L’acqua assumerà un valore geostrategico di primissimo piano che modificherà inevitabilmente i rapporti tra attori statali favorendo un nuovo corso delle Relazioni Internazionali. Quali saranno le strategie messe in atto dagli attori statali? Un nuovo scenario di minaccia globale: i limiti della Water Global Security statunitense
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Il mondo sta cambiando rapidamente. Da alcuni anni a questa parte, ancora più rapidamente. Le crisi sistemiche (e le conseguenti “grandi depressioni”) hanno storicamente comportato un’accelerazione delle pre-esistenti dinamiche di ascesa e discesa delle potenze: la crisi del 1873 agevolò l’ascesa di USA e Germania rispetto alla Gran Bretagna, quella del 1929 il recupero tedesco e la copertura del gap industriale da parte dell’URSS. La crisi cominciata nel 2008 accelera l’ascesa delle cosiddette “potenze emergenti”
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Il New York Times ha portato alla luce la discussione strategica che si sta svolgendo nell’Accademia Militare degli Stati Uniti, da cui trapela un disorientamento strategico presso il più grande potere bellico della storia mondiale, e che permette a noi latinoamericani di arrivare ad importanti conclusioni. In termini stretti quello di cui si discute è l’efficacia della strategia contro-insurrezionale in Afghanistan e in Iraq. E, in generale, la discussione conduce ad interrogarsi su “cosa hanno
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Giovedì 24 maggio, alle ore 10.30, si è tenuta la tavola rotonda “Russia ed Europa: le prospettive di un dialogo” presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea (Via IV Novembre 149 Roma). L’evento è inserito nel quadro del Dottorato di ricerca in Storia d’Europa dell’Università La Sapienza e organizzato dal Centro Studi Russi dell’Università la Sapienza di Roma, la Fondazione Russkij Mir in collaborazione con l’EURISPES, l’Institut de la Démocratie et de
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L’articolo seguente è l’editoriale del direttore Tiberio Graziani al primo numero di “Geopolitica”, intitolato “Vent’anni di Russia“. La strutturazione del nuovo sistema multipolare è condizionata principalmente dalla capacità della Russia di svolgere un ruolo proattivo in due importanti quadranti del Pianeta. Essi sono l’Asia Centrale e il Mediterraneo. Mosca, al fine di adempiere efficacemente tale funzione, deve rafforzarsi sul fronte interno. Putin, da poco rieletto alla presidenza della Federazione, sarà obbligato ad affrontare contemporaneamente
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Secondo i resoconti di alcuni media, il summit del BRICS a Delhi, quarto per la formazione originale composta da Brasile, Russia, India e Cina, e secondo da quando il Sud Africa è stato cooptato a Sanya, non ha incendiato il fiume Yamuna (a Nuova Delhi, dove era stato tenuto il 29 marzo). I risultati di questo incontro, secondo alcuni, sono stati al di sotto delle aspettative; queste erano altissime dopo il summit di Sanya, ospitato
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In concomitanza con l’uscita del primo numero di Geopolitica dedicato alla Russia, Dario Citati (ricercatore dell’IsAG) ha intervistato per noi Igor’ Nikolaevič Panarin, membro dell’Accademia russa di Scienze Militari e docente presso l’Accademia diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa. L’intervista, realizzata il 16 aprile presso il “Dom Žurnalista” di Mosca, ha toccato tre temi di assoluto rilievo per il futuro prossimo del Paese: una panoramica sulle prospettive del terzo mandato presidenziale di Vladimir
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