Lunedì 10 dicembre si è tenuta a Roma presso Palazzo Salviati, sede del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD), la conferenza Dopo le “Primavere”: il nuovo quadro del Vicino Oriente. L’organizzazione dell’evento è stata curata dall’Istituto Studi Ricerche Informazioni Difesa (ISTRID) e dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) in collaborazione con l’Associazione Seniores dello IASD e grazie al Centro Alti Studi per la Difesa (CASD). Tema centrale dell’iniziativa è stato
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29 luglio, 2012
Mayumi Fukushima, Richard Rosecrance e Yuzuru Tsuyama
Estremo Oriente
In un’era probabilmente segnata dall’ascesa della Cina, il Giappone si unirà al nuovo Occidente? Probabilmente la risposta sarà sì. Le scelte di politica del Giappone possono essere viste come un segnavento nella politica internazionale. Dopo la rivoluzione industriale, Arnold Toynbee affermava che l’industrialismo avrebbe trionfato sul nazionalismo. Invece non fu così; infatti il militarismo venne alla ribalta. Il Giappone pianificò un nuovo corso aggressivo con il suo attacco alla Cina nel 1894, e alla Russia
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Dopo sedici mesi di conflitto iniziato nel febbraio 2011, la situazione, nel Bilâd ash-Shâm non tende a migliorare nonostante i vari tentativi da parte della Comunità Internazionale, e con il passare del tempo quelle che inizialmente erano manifestazioni di protesta contro il regime per la “libertà”, la disoccupazione, la fame, la corruzione, la povertà, si sono trasformate in violenze e scontri a fuoco tra l’esercito e gli attivisti, diffondendosi in tutto il territorio siriano, e
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Il mondo sta cambiando rapidamente. Da alcuni anni a questa parte, ancora più rapidamente. Le crisi sistemiche (e le conseguenti “grandi depressioni”) hanno storicamente comportato un’accelerazione delle pre-esistenti dinamiche di ascesa e discesa delle potenze: la crisi del 1873 agevolò l’ascesa di USA e Germania rispetto alla Gran Bretagna, quella del 1929 il recupero tedesco e la copertura del gap industriale da parte dell’URSS. La crisi cominciata nel 2008 accelera l’ascesa delle cosiddette “potenze emergenti”
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11 luglio, 2012
Jean Géronimo
Eurasia
Nel momento in cui si sta accelerando il ritiro delle truppe occidentali dal pantano afghano, che fa seguito alle deflagrazioni “rivoluzionarie” nel Vicino Oriente, non può che destare preoccupazione l’avvenire del cuore del Mondo Antico, l’Eurasia, da sempre terreno di scontro nei rapporti di forza tra le grandi potenze e divenuta un’autentica polveriera geopolitica dalla fine della guerra fredda. La recente evoluzione dei fatti internazionali è effettivamente gravida di incertezze per la stabilità politica dello
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La Turchia sta riemergendo come potenza regionale. In un certo senso, è un processo di ritorno nella sua posizione antecedente la Prima Guerra Mondiale, ai tempi dell’Impero Ottomano. Ma sebbene in superficie il parallelo ottomano possa avere un certo valore nella comprensione della situazione attuale, non è in grado di tenere conto dei cambiamenti del sistema globale e della regione. Inoltre per comprendere la strategia turca dobbiamo capire le circostanze in cui essa si trova
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2 giugno, 2012
John Laughland
Europa
Proponiamo di seguito il discorso che John Laughland ha tenuto presso la sede della Rappresentanza della Commissione Europea a Roma, nell’ambito della conferenza “Russia ed Europa: le prospettive di un dialogo” di giovedì scorso, 24 maggio 2012. Laughland è direttore dell’Institut de la Démocratie et de la Coopération (IDC) di Parigi, filosofo e saggista britannico; ha insegnato alle università Paris-III e San Pio V di Roma. Siamo oggi riuniti all’occasione di due anniversari importanti,
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L’avvertimento del primo ministro russo Dmitrij Medvedev circa la possibilità dello scoppio di “vere e proprie guerre” con l’utilizzo di armi nucleari può essere valutato nel corrente scenario della sicurezza globale come un’opportuna interiezione alla vigilia dei summit del G8 e della NATO ospitati dagli Stati Uniti. La Russia ha già avvertito gli ospitanti statunitensi che si dissocierà da qualsiasi tentativo d’imposizione di un determinato punto di vista sulla Siria e l’Iràn durante il G8.
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In concomitanza con l’uscita del primo numero di Geopolitica dedicato alla Russia, Dario Citati (ricercatore dell’IsAG) ha intervistato per noi Igor’ Nikolaevič Panarin, membro dell’Accademia russa di Scienze Militari e docente presso l’Accademia diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione Russa. L’intervista, realizzata il 16 aprile presso il “Dom Žurnalista” di Mosca, ha toccato tre temi di assoluto rilievo per il futuro prossimo del Paese: una panoramica sulle prospettive del terzo mandato presidenziale di Vladimir
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24 aprile, 2012
Alessandro Di Simone
Europa
Ouverture La Seconda Guerra Mondiale è terminata in Europa il 9 maggio 1945, in una Berlino ridotta a brandelli dalla furia distruttrice degli schieramenti contrapposti. L’immagine simbolo della bandiera rossa protesa dallo scheletro della Cancelleria riassume in se l’abisso di un conflitto conclusosi nell’unico modo che gli si confacesse; una gigantesca battaglia il cui significato trascende ampiamente l’ambito bellico, ridotto semmai a contingenza strumentale, per assurgere a metafisica resa dei conti fra due ideologie che
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