22 marzo, 2012
Igor’ Nikolaevič Panarin
Igor’ Panarin, membro dell’Accademia russa di Scienze Militari e docente all’Accademia Diplomatica del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, offre un’interpretazione delle recenti elezioni presidenziali nella Federazione Russa. Ricostruendo il ruolo delle ONG e dei servizi d’informazione stranieri nella propaganda diretta contro Vladimir Putin, Panarin sostiene che il progetto geopolitico dell’Unione Eurasiatica debba andare di pari passo con l’affermazione della coesione interna al Paese anche attraverso la formulazione di princìpi-guida, da inserire eventualmente nella
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15 febbraio, 2012
Eric Walberg
Il panorama elettorale russo si è molto modificato nel corso degli ultimi due mesi, una trasformazione ispirata senza dubbio ai venti politici soffiati dal Medio Oriente e, in precedenza, dai Paesi vicini alla Russia, quelli del cosiddetto “Estero Vicino”, in passato teatro di rivoluzioni “colorate”. La disinvolta ricandidatura alla presidenza da parte del Primo Ministro Vladimir Putin è stata accolta come un gesto sfacciato dall’elettorato russo, desideroso di superare la tradizione che vede il potere
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30 gennaio, 2012
Andrej Volodin
Che cosa sta succedendo oggi nella società russa? Che cosa possono comprendere i russi dalla propria esperienza e di quella internazionale? Quali sono le prospettive dello “scenario colorato” durante le elezioni presidenziali russe? In dicembre gli esperti russi e stranieri discutevano animatamente sugli eventi in Russia susseguenti alle elezioni parlamentari del paese, soprattutto alla luce della campagna d’informazione lanciata dagli Stati Uniti e dall’Occidente, la quale include l’utilizzo di tecnologie politiche da parte dei loro
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23 gennaio, 2012
F. William Engdahl
Vladimir Putin è uno dei pochi dirigenti mondiali capace di scuotere le fondamenta dell’egemonia statunitense: il predominio militare e la supremazia del dollaro come valuta di riserva. Engdahl dimostra che le recenti proteste post-elettorali in Russia sono state orchestrare da ONG sponsorizzate da Washington e da suoi agenti locali nel tentativo, non riuscito, di destabilizzare il paese. Con la rapida erosione del predominio globale statunitense, avverte Engdahl, la neutralizzazione della Russia e d’altri Stati recalcitranti
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22 gennaio, 2012
John Lewis
Fino a poco tempo fa Senior Director alla Sicurezza Nazionale USA per gli Affari russi ed eurasiatici, Michael McFaul, un docente quarantottenne dell’Università di Stanford, alla fine del 2011 è stato nominato ambasciatore in Russia. McFaul è ben noto per aver lanciato la politica del reset con la Russia, ma non solo. Studioso della Russia da molto tempo, ha scritto circa 20 libri e molti articoli sulla politica interna russa. Contemporaneamente, l’ambasciatore fresco di nomina
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14 gennaio, 2012
Francesca Barnaba
Lo scorso 16 novembre il Presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, ha annunciato l’indizione delle prossime elezioni parlamentari per il 15 gennaio 2012. La chiamata alle urne, che era inizialmente stata fissata per l’agosto dell’anno venturo, è stata anticipata, cogliendo di sorpresa i frammentati e deboli partiti di opposizione. Ancora una volta sarà molto probabilmente il partito del Presidente ad imporsi. Eppure, a differenza delle tornate elettorali precedenti, in quest’occasione il successo “assoluto” ottenuto dal Nur
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31 dicembre, 2011
Giacomo Guarini
Lo scorso 16 Dicembre gravi incidenti hanno avuto luogo in Kazakistan a Zhanaozen, città di circa 90.000 abitanti situata nella provincia sud-occidentale del Mangystau: scontri hanno avuto luogo fra polizia e manifestanti, causando un certo numero di vittime (le prime comunicazioni ufficiali ne stimavano undici) e di feriti. ti. Da alcuni mesi la piazza al centro di questi scontri era già teatro di tensioni sociali e mobilitazioni sindacali legate al settore petrolifero ma solo in questa data hanno avuto luogo episodi così cruenti.
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17 marzo, 2011
Jonathan Laurence
Le rivolte del Nord Africa hanno colto di sorpresa la Casa Bianca o vanno viste come il risultato di un lavoro paziente, ma continuo, cui Washington si è dedicata negli ultimi tempi? L’amministrazione americana ha perso l’occasione di influenzare gli eventi o ha contribuito a rendere possibili le ‘rivolte dei gelsomini’?
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15 febbraio, 2011
Daniele Scalea
In Egitto non si è, almeno per ora, assistito ad una rivoluzione, bensì ad un colpo di Stato militare. Gli USA non sono usciti sconfitti, perché hanno giocato su più tavoli, sostenendo tuttele forze in campo in Egitto. L’incognita dei Fratelli Musulmani e lo “scenario turco”.
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